
Il comparto metalmeccanico della provincia di Pavia attraversa una fase delicata, segnata da difficoltà ma anche da importanti segnali di tenuta. A tracciare il quadro è Marco Bertoni, segretario generale della Fim Cisl Pavia-Lodi, che guarda con particolare attenzione all’evoluzione del settore e alle prospettive occupazionali del territorio.
La situazione più complessa resta quella della Lomellina, dove il comparto meccano-calzaturiero continua a risentire della crisi che ha coinvolto aziende storiche e il relativo indotto. Spostandosi verso il Pavese e l’Oltrepò, invece, emergono realtà che continuano a lavorare con una certa continuità. È il caso della siderurgia specializzata, che guarda con interesse alle opportunità legate al settore energetico e nucleare, e dell’oil & gas, ancora caratterizzato da una discreta solidità.
Le tensioni internazionali e i conflitti in diverse aree del mondo rappresentano tuttavia un elemento di incertezza per le imprese che producono valvole, tubazioni e componenti destinati agli impianti energetici. Al momento, però, non si registrano particolari emergenze sul fronte occupazionale.
Una delle grandi sfide riguarda anche l’automotive, comparto nel quale operano numerose aziende della componentistica. Il made in Italy conserva un valore importante sui mercati internazionali, ma deve confrontarsi con concorrenti stranieri capaci di sostenere costi di produzione e delle materie prime decisamente inferiori.
Nonostante questo scenario, il numero degli addetti metalmeccanici in provincia è rimasto sostanzialmente stabile. Anche molti lavoratori coinvolti in periodi di cassa integrazione o contratti di solidarietà hanno trovato nuove opportunità in altre aziende, confermando la capacità del tessuto produttivo pavese di assorbire, almeno in parte, le difficoltà.
A cambiare il mondo industriale è anche l’intelligenza artificiale, già presente in numerose realtà produttive. Secondo Bertoni, non è possibile fermare questa trasformazione: occorre invece governarla attraverso la formazione, affinché i lavoratori possano utilizzare le nuove tecnologie come strumenti di supporto e non subirne passivamente gli effetti.
La tecnologia potrà rendere più rapide molte attività, soprattutto quelle organizzative e amministrative, ma non cancellerà il valore delle competenze manuali e tecniche. L’operaio specializzato continuerà a rappresentare una figura centrale per la manifattura.
Resta poi prioritario il tema della sicurezza. Le alte temperature estive hanno evidenziato le difficoltà soprattutto nei capannoni più vecchi, spingendo aziende e rappresentanti dei lavoratori a intervenire con modifiche degli orari, pause aggiuntive, sistemi di ventilazione e dispositivi refrigeranti.
Per il futuro, però, serve una strategia più ampia. Pavia può contare su imprese di eccellenza, dalla microelettronica all’ingegneria specializzata, ma manca ancora un grande settore capace di fare da locomotiva all’intero sistema economico. Per questo, secondo Bertoni, diventa fondamentale rafforzare il rapporto tra imprese, istituzioni e Università, costruendo una visione comune capace di difendere il lavoro e accompagnare il territorio verso le nuove sfide industriali.