
La tassa di soggiorno continua a garantire nuove risorse alle casse del Comune di Pavia e i primi dati del 2026 sembrano indicare un risultato destinato a superare le previsioni iniziali. Nei primi sei mesi dell’anno, infatti, l’imposta ha prodotto circa 120mila euro di incassi, a fronte dei 180mila euro messi a bilancio dall’amministrazione comunale per l’intero anno.
Un andamento che potrebbe portare il gettito complessivo oltre quota 200mila euro entro dicembre, soprattutto considerando il maggiore afflusso di visitatori registrato durante i mesi estivi. Il turismo, dunque, si conferma un settore sempre più importante per l’economia della città e per le entrate destinate alle attività di promozione e accoglienza.
Nei primi tre mesi dell’anno il Comune ha raccolto circa 50mila euro attraverso l’imposta, con circa 15mila turisti arrivati nelle strutture ricettive cittadine. Il secondo trimestre ha fatto registrare numeri ancora più significativi: tra aprile e giugno gli incassi hanno raggiunto circa 70mila euro, mentre gli arrivi sono stati circa 24mila.
Nel complesso, nei primi sei mesi del 2026 si contano quindi circa 39mila presenze considerate ai fini della tassa di soggiorno. Un risultato sul quale ha inciso anche il particolare movimento turistico registrato nel mese di giugno, quando Pavia ha ospitato la visita del Santo Padre il 20 giugno. L’appuntamento ha richiamato numerosi visitatori e contribuito a rafforzare le presenze in città.
A sostenere ulteriormente il gettito sarà il periodo compreso tra luglio e settembre, tradizionalmente caratterizzato da una maggiore presenza di turisti. Se l’andamento registrato nella prima parte dell’anno sarà confermato, l’incasso complessivo potrebbe quindi superare sensibilmente la previsione iniziale di 180mila euro.
La tassa di soggiorno è stata introdotta a Pavia nel settembre 2025 e prevede un pagamento di 2 euro al giorno per persona, applicato per le prime tre notti di permanenza nelle strutture ricettive. Una tariffa contenuta rispetto ad altre città lombarde, dove l’imposta può raggiungere importi più elevati.
Le risorse raccolte sono destinate alle attività legate al turismo e possono contribuire alla promozione della città, all’organizzazione di eventi, al miglioramento della cartellonistica e degli strumenti di accoglienza e orientamento per i visitatori.
A un anno dall’introduzione dell’imposta, dunque, il primo bilancio economico del 2026 restituisce un dato positivo. Pavia sembra infatti beneficiare di un flusso turistico in crescita e la tassa di soggiorno, oltre a rappresentare una nuova entrata per il Comune, potrebbe diventare uno strumento sempre più importante per investire sull’attrattività della città.