Cronaca

Broni, aggressioni alla “Casa di Comunità”: la Uil chiede una guardia giurata fissa

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Aggressioni verbali, intimidazioni e un crescente senso di insicurezza accompagnerebbero il lavoro del personale sanitario e amministrativo della Casa di Comunità di Broni. A denunciare la situazione è la Uil Fp di Pavia, che riferisce di diversi episodi avvenuti negli ultimi giorni, alcuni dei quali avrebbero richiesto l’intervento urgente dei Carabinieri. Il sindacato sollecita provvedimenti immediati da parte dell’Asst e chiede una guardia giurata presente nella struttura durante tutto l’orario di servizio.
Secondo la sigla sindacale, le condizioni sarebbero diventate insostenibili per gli operatori, chiamati a svolgere le proprie mansioni in un clima di paura. La preoccupazione riguarda sia i rischi per l’incolumità sia le conseguenze psicologiche delle intimidazioni, che possono protrarsi oltre il singolo episodio e compromettere la serenità sul posto di lavoro.La Uil Fp si rivolge direttamente al direttore generale dell’Asst, Andrea Frignani, chiedendogli di farsi carico del problema e di individuare soluzioni in tempi rapidi. Per il sindacato, la sicurezza di chi opera nella Casa di Comunità è una condizione indispensabile anche per garantire un servizio sanitario territoriale efficiente e un’accoglienza adeguata ai cittadini. La richiesta principale è quindi l’attivazione di un presidio fisso di vigilanza, capace di offrire protezione a medici, infermieri, operatori socio-sanitari e addetti amministrativi nell’intero arco della giornata lavorativa. Alla presenza della guardia giurata dovrebbe affiancarsi un tavolo di confronto con enti e istituzioni, per definire interventi condivisi e rafforzare la prevenzione.A sostenere la vertenza è anche la Uil Confederale, che richiama l’attenzione sulla diffusione delle aggressioni nel settore pubblico e sulle ripercussioni che questi comportamenti hanno sulla salute dei lavoratori. Da qui la richiesta di un impegno coordinato tra aziende sanitarie, amministrazioni locali e Regione, affinché la tutela del personale trovi risposte concrete.
Il sindacato avverte che, in assenza di provvedimenti tempestivi, è pronto ad avviare iniziative di mobilitazione e azioni legali. Al centro della denuncia resta la necessità di consentire al personale della struttura di Broni di lavorare in condizioni di sicurezza, senza che minacce e intimidazioni diventino parte della quotidianità.

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