Il rettore Reali sottolinea l'importanza dell'accessibilità e della qualità dell'offerta formativa
Pavia, 2 novembre 2026 – Le attività didattiche sono state sospese giovedì dalle 10 alle 14 per dare spazio alla cerimonia di inaugurazione del nuovo anno accademico 2026-2027, il 660esimo dalla fondazione dello Studium generale da parte dell’imperatore Carlo IV. L’Ateneo pavese offre un totale di 100 corsi di laurea, scelti da 4.863 immatricolati puri, con un incremento dell’1,9%, e da 2.365 studenti iscritti al primo anno di laurea magistrale, in calo dell’1,8%. Al 15 ottobre, il numero complessivo di matricole è salito a 7.872, segnando un aumento dell’1,1% rispetto all’anno precedente.
Strategie per affrontare le sfide
I dati provvisori indicano una stabilità rispetto all’anno accademico passato. Il rettore Alessandro Reali ha commentato: “Le immatricolazioni sono in linea con l’anno precedente e con il nostro obiettivo. Nonostante il calo demografico e la competizione delle università telematiche, il nostro Ateneo ha scelto di investire sul diritto allo studio, innalzando la no tax area a 32mila euro di ISEE e riducendo le tasse per le fasce di reddito basso e medio-alto. L’intento è quello di abbattere le barriere economiche e rendere l’Università in presenza più attrattiva”.
Un’offerta formativa di eccellenza
Reali ha evidenziato l’importanza dei collegi, sottolineando che “il nostro sistema rappresenta un unicum che va preservato e valorizzato”, e ha annunciato che, a partire dall’anno accademico 2023-2024, sono stati avviati progetti per supportare studenti con difficoltà di frequenza, come chi lavora. Gli iscritti al semestre filtro sono 1.148, di cui 1.053 al corso di laurea Golgi e 95 a odontoiatria. “Formarsi in medicina a Pavia conferisce una solida base e un vantaggio competitivo concreto per il futuro professionale”.
Inoltre, il 13% della popolazione studentesca proviene dall’estero, attratta dall’eccellenza dei corsi e dalla qualità della ricerca. “Pavia è una città-campus sicura, ricca di storia e vicina a Milano, dove è facile integrarsi e studiare ad alti livelli”, ha concluso Reali. L’Università ha recentemente ottenuto il primo posto in Italia nella classifica Censis 2025 per l’internazionalizzazione, evidenziando la sua rete di visiting professors e le partnership con 50 università.
