Cultura e società

Broni: l’Oltrepò Pavese riparte sempre dal via, ma le eccellenze meritano di più

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L’Oltrepò Pavese continua a essere una delle aree vitivinicole più ricche di potenzialità in Italia, ma fatica ancora a valorizzare pienamente le proprie eccellenze. A sottolinearlo è Paolo Massobrio, giornalista, scrittore ed esperto di enogastronomia, che paragona la situazione del territorio al celebre gioco del Monopoli: ogni volta si torna al punto di partenza. Secondo Massobrio, il problema non è la qualità dei vini, ma la scarsa capacità di comunicarli e promuoverli. Il territorio può vantare prodotti di altissimo livello, come il Metodo Classico, il Riesling e la Bonarda, ma troppo spesso questi vini restano nell’ombra rispetto ad altre realtà più organizzate, come l’Alta Langa o la Franciacorta, ormai presenti stabilmente nei ristoranti e nelle carte dei vini.
L’esperto riconosce l’impegno della Camera di Commercio, che attraverso iniziative come l’Autunno Pavese cerca di fare rete e promuovere il territorio. Tuttavia, evidenzia come manchi un coinvolgimento più ampio da parte delle aziende locali, che sembrano investire poco nella promozione del proprio patrimonio. Un esempio significativo è rappresentato da Golosaria, la manifestazione ideata dallo stesso Massobrio e organizzata ogni anno a Milano, dove la partecipazione delle aziende dell’Oltrepò è minima rispetto a quella dei produttori piemontesi.
Secondo Massobrio, serve un progetto condiviso capace di costruire un’immagine forte e riconoscibile del territorio. Anche iniziative come il marchio Classese, scelto per identificare il Metodo Classico oltrepadano, rischiano infatti di rimanere inefficaci se non accompagnate da una strategia di comunicazione efficace. A suo giudizio, troppo spesso dell’Oltrepò si parla soltanto per vicende negative, mentre le sue eccellenze meriterebbero ben altra visibilità.
Un richiamo simile arriva anche dal critico enologico Davide Bortone, che ha espresso preoccupazione per la scarsa partecipazione dei produttori oltrepadani a un recente concorso internazionale dedicato al Riesling. La presenza di appena tre vini, secondo Bortone, dimostra come il territorio non creda ancora fino in fondo nelle potenzialità di questo vitigno, nonostante rappresenti una delle sue produzioni più prestigiose. Il rischio, conclude il critico, è quello di perdere un’importante occasione per affermare il Riesling dell’Oltrepò sui mercati nazionali e internazionali. Per entrambi gli esperti, la qualità non basta: senza una promozione moderna, condivisa e continua, il territorio continuerà a ripartire ogni volta dal via, senza riuscire a trasformare le proprie eccellenze in un autentico punto di forza.

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