Le audiointerviste

Franco Fricia, cinquant’anni di radio. E una voce che sarebbe bello ritrovare in onda

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Franco Fricia

Ci sono persone per le quali la radio non è mai stata semplicemente un microfono, un disco e una voce che entra nelle case. È stata una parte della vita. Franco Fricia appartiene a quella generazione di pionieri che cinquant’anni fa contribuì a costruire la radiofonia privata pavese quando tutto nasceva dall’entusiasmo, dalla curiosità e dalla voglia di provare.

Aveva diciannove anni quando, nel 1975, entrò per la prima volta negli studi di Pavia Radio City, dopo aver passato ore ad ascoltare Radio Luxembourg cercando quasi di imitare quei grandi speaker che arrivavano dall’estero. Da lì sarebbe cominciato un lungo viaggio attraverso Radio CBC di Casteggio, Radio Più di Salice Terme e Radio Luna, sempre accompagnato da una grande libertà nella scelta musicale e da quel rapporto diretto con gli ascoltatori che rappresentava l’essenza delle radio locali di quegli anni. 

Nell’intervista Franco ricorda le prime dirette, le serate nelle discoteche, le richieste musicali, gli incontri con artisti come Ron, Claudio Baglioni, Roberto Vecchioni e Robbie Williams. Ma soprattutto racconta ciò che la radio gli ha lasciato dentro. Ancora oggi, quando si accende la luce rossa del microfono, ammette di provare emozione pensando che la sua voce possa entrare nelle automobili, negli uffici, nelle case e nei negozi. 

Ed è forse questo il passaggio che racconta meglio Franco Fricia: dopo cinquant’anni il microfono riesce ancora a emozionarlo.

E forse sarebbe davvero un peccato se tutta questa esperienza, questa cultura musicale e questa capacità di intrattenere rimanessero definitivamente lontane dall’etere. Gli ascoltatori hanno bisogno anche di voci preparate, riconoscibili, capaci di fare compagnia senza urlare. Sarebbe bello poter ritrovare presto Franco davanti a un microfono.

Con un semplice auspicio: che questa intervista non rappresenti soltanto un bellissimo viaggio nella memoria, ma magari anche l’inizio di una nuova pagina radiofonica.

Perché Franco, parlando delle radio di ieri e di Radio Pavia, che oggi torna a vivere a Pavia, dice una cosa molto semplice: la radio è sopravvissuta alla televisione, a Internet e ai social, continuando ad adattarsi. E agli speaker, vecchi e nuovi, lascia due parole che valgono ancora moltissimo: «eleganza e stile». 

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