
Pavia si prepara ad accogliere i City Angels, l’associazione di volontariato conosciuta in tutta Italia per il suo impegno a favore delle persone più fragili e della sicurezza urbana. L’iniziativa è stata presentata in Comune alla presenza del sindaco Michele Lissia, degli assessori Francesco Brendolise e Rodolfo Faldini, del fondatore dell’associazione Mario Furlan e di alcuni volontari della sezione di Voghera. Entro la fine di settembre sarà operativa una squadra composta da una dozzina di volontari, che dopo un periodo di selezione e formazione inizierà a svolgere la propria attività sul territorio. I City Angels saranno presenti soprattutto nelle zone più frequentate e in quelle dove si registrano situazioni di degrado, disagio sociale e microcriminalità. Durante il giorno opereranno nelle aree della stazione ferroviaria, dell’autostazione e nelle vie limitrofe, offrendo ascolto, orientamento ai servizi e sostegno alle persone senza dimora. Nelle ore serali, invece, presidieranno il centro storico, con particolare attenzione a piazza della Vittoria, Strada Nuova e piazza del Duomo, dove svolgeranno un ruolo di osservazione, supporto ai cittadini e segnalazione di eventuali situazioni critiche alle autorità competenti. I volontari non sostituiranno le forze dell’ordine, ma rappresenteranno un importante punto di riferimento per chi ha bisogno di aiuto o si trova in difficoltà. L’associazione, nata a Milano nel 1994, è ormai presente in numerose città italiane e in Svizzera e con Pavia raggiunge il ventiduesimo centro operativo. Possono candidarsi persone tra i 18 e i 79 anni, disponibili a dedicare almeno tre ore alla settimana al volontariato. Il probabile responsabile della nuova sezione sarà Mauro Grillini, psicologo pavese, convinto che fare volontariato significhi promuovere empatia, rispetto e attenzione verso chi vive situazioni di fragilità. L’arrivo dei City Angels rafforza la rete di assistenza già attiva in città, dove decine di persone vivono ancora in strada e molte altre sono sostenute dai servizi sociali e dalle strutture di accoglienza. Questa collaborazione rappresenta un esempio concreto di come solidarietà e sicurezza possano procedere insieme, contribuendo a costruire una comunità più attenta, inclusiva e vicina ai bisogni di tutti i cittadini.