Economia

Pavia, affitti alle stelle: in sette anni rincari del 45%

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Il caro affitti continua a pesare sulle famiglie e sui lavoratori lombardi, e Pavia non fa eccezione. Secondo i dati analizzati da Feneal Uil Lombardia sulla base del rapporto Silmi di Ance Lombardia, dal 2019 a oggi i canoni di locazione in città sono aumentati del 45%, rendendo sempre più difficile trovare una casa a prezzi sostenibili. Una crescita che segue il trend regionale e che, insieme all’aumento dei prezzi delle compravendite immobiliari, sta mettendo in seria difficoltà chi vive del proprio stipendio.
Il rapporto evidenzia un mercato immobiliare in continua espansione, con un valore complessivo di 45,7 miliardi di euro nel 2025, in aumento del 10,3%, e oltre 162 mila compravendite concluse. Dietro questi numeri positivi, però, si nasconde una realtà ben diversa per molti cittadini: il costo dell’abitare cresce a un ritmo ben superiore rispetto ai salari.
Tra le province lombarde gli aumenti più consistenti dei canoni di locazione si registrano a Como (+53,8%), Monza e Brianza (+50,9%), Brescia (+49,4%), Varese (+48,9%), Pavia (+45%) e nell’area metropolitana di Milano (+44,4%). Parallelamente aumentano anche i prezzi delle abitazioni, con incrementi che arrivano fino al 39,5%.
Per il segretario generale di Feneal Uil Lombardia, Riccardo Cutaia, si tratta di una situazione non più sostenibile. «Il mercato cresce, ma chi produce questa ricchezza viene espulso dalle città perché non può più permettersi né un affitto né un mutuo», sottolinea il sindacalista, chiedendo che il costo della vita entri stabilmente nella contrattazione territoriale.
Il sindacato propone infatti che i prossimi rinnovi dei contratti provinciali dell’edilizia tengano conto dell’andamento degli affitti, del prezzo delle case e del costo reale della vita per definire salari e misure di welfare. L’obiettivo è adeguare gli stipendi alle diverse realtà economiche dei territori, superando criteri ormai considerati non più attuali.
Tra le proposte avanzate c’è anche un maggiore utilizzo delle risorse degli enti bilaterali per sostenere i lavoratori nel pagamento degli affitti, dei mutui per la prima casa e delle spese legate alla mobilità casa-lavoro, senza aumentare i costi complessivi del sistema.
Per Feneal Uil la questione non riguarda soltanto il potere d’acquisto delle famiglie, ma anche il futuro del comparto edilizio. Senza salari adeguati al costo della vita, avverte il sindacato, il settore rischia infatti di perdere attrattività e di non riuscire più a trovare la manodopera necessaria. Una sfida che nei prossimi mesi entrerà al centro del confronto sui nuovi contratti provinciali.

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