Cronaca

Pavia, licenziato il dipendente comunale accusato di aver rilasciato decine di certificati di residenza falsi

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Il Comune di Pavia ha licenziato il dipendente comunale che, secondo le accuse, avrebbe rilasciato svariate decine di certificati di residenza falsi. Parallelamente è stata avviata un’indagine da parte della procura della Repubblica per fare luce su una vicenda che potrebbe coinvolgere numerosi cittadini stranieri e che ha già portato all’iscrizione del dipendente nel registro degli indagati.
I certificati contestati indicavano tutti, o comunque in gran parte, un indirizzo di Pavia dove si troverebbe una pizzeria. Proprio questa circostanza avrebbe fatto emergere i primi sospetti. In base a quanto si è appreso, i certificati sarebbero stati rilasciati soprattutto a cittadini stranieri, nella maggior parte dei casi uomini e donne provenienti dall’Egitto.
Non è ancora chiaro come sia iniziata l’inchiesta. È possibile che, durante un controllo relativo a uno dei beneficiari del certificato, le forze dell’ordine abbiano notato che l’indirizzo indicato come luogo di residenza coincideva con quello di un’attività commerciale.
Con il passare del tempo, però, il numero dei presunti residenti a quell’indirizzo sarebbe cresciuto fino a raggiungere diverse decine. Una situazione che ha inevitabilmente attirato l’attenzione degli investigatori, portandoli ad approfondire le verifiche e a risalire al dipendente comunale che avrebbe gestito le pratiche.
L’uomo è stato sentito in questura e successivamente iscritto nel registro degli indagati. Nel frattempo, anche all’interno di palazzo Mezzabarba sono stati avviati accertamenti amministrativi e disciplinari.
Al termine delle verifiche interne, il Comune ha deciso di applicare il provvedimento più severo previsto nei confronti di un dipendente pubblico, ovvero il licenziamento. Una misura che può essere adottata anche senza attendere la conclusione del procedimento penale.
Nell’ambito disciplinare, infatti, non è necessario che intervenga una sentenza definitiva di condanna. È sufficiente che la condotta contestata al lavoratore venga ritenuta tale da compromettere il rapporto di fiducia con l’amministrazione presso la quale presta servizio.
La vicenda è particolarmente delicata anche perché le procedure per ottenere un certificato di residenza sono disciplinate da regole precise e prevedono una serie di verifiche. Nel caso di un cittadino straniero che richieda la residenza a Pavia, è necessario presentare all’ufficio Anagrafe un documento di identità valido, il codice fiscale italiano e la documentazione relativa all’abitazione.
Servono inoltre un contratto di affitto, un atto di proprietà oppure una dichiarazione di ospitalità firmata dal proprietario dell’alloggio, accompagnata da una copia del documento di identità. A questi documenti deve essere aggiunto anche il permesso di soggiorno oppure la ricevuta che attesti la richiesta e l’attesa del suo rilascio.
Una volta raccolta tutta la documentazione, il cittadino presenta la domanda agli sportelli dell’Anagrafe di palazzo Mezzabarba e compila il modulo per la richiesta di residenza.
Dopo la presentazione della domanda, la polizia locale effettua gli accertamenti necessari per verificare che la persona viva realmente all’indirizzo dichiarato. Generalmente il controllo viene svolto entro 45 giorni dalla presentazione della richiesta.
Se gli accertamenti confermano l’effettiva presenza della persona nell’abitazione indicata, la residenza viene concessa. Ora sarà compito della procura chiarire se, nella vicenda finita sotto la lente degli investigatori, queste procedure siano state rispettate e stabilire eventuali responsabilità.

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