
Pavia prova a conquistare un ruolo di primo piano nel panorama italiano della microelettronica e lo fa mettendo in campo una rete sempre più ampia di istituzioni, enti di ricerca e imprese. È in questo contesto che sta prendendo forma il progetto per la candidatura della città a una Zona di innovazione e sviluppo, la Zis, formula promossa dalla Regione Lombardia e sostenuta in particolare dall’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi. L’obiettivo è creare le condizioni per favorire nuovi investimenti, sostenere la ricerca e valorizzare le competenze già presenti sul territorio, trasformando Pavia in un punto di riferimento nazionale per il settore della microelettronica.
Il percorso verso la candidatura è già entrato nel vivo e proprio mercoledì sera, nella sede pavese di Assolombarda, si è tenuto un nuovo incontro preparatorio. Non si tratta di un’iniziativa isolata, ma dell’ultima tappa di un confronto avviato da tempo e sviluppato attraverso numerose riunioni che hanno coinvolto il distretto e le imprese del comparto. A fare il punto è Alessandro Matera, presidente della zona pavese di Assolombarda, che sottolinea come attorno al progetto si stia costruendo una coalizione particolarmente ampia.
I pilastri dell’iniziativa sono l’Università di Pavia e la Fondazione Chips.it, alle quali si affiancano Principia con il progetto del Parco Cardano, la Provincia e il Comune di Pavia. Quest’ultimo potrebbe avere un ruolo importante anche attraverso la valorizzazione delle aree destinate agli investimenti e il recupero di quelle dismesse. Nella rete figurano inoltre la Camera di Commercio, Intesa Sanpaolo e, naturalmente, le aziende che fanno parte del Distretto della Microelettronica.
A coordinare il percorso sarà il Polo tecnologico, individuato come capofila della candidatura. La sfida sarà ora trasformare questa collaborazione in un progetto concreto, capace di mettere a sistema ricerca, formazione, innovazione e capacità produttiva. La Zis potrebbe rappresentare per Pavia un’occasione per attrarre nuove imprese e investimenti, ma anche per rafforzare un ecosistema già caratterizzato dalla presenza dell’università e di realtà attive nel campo dell’alta tecnologia. Il progetto guarda quindi oltre la semplice candidatura al bando regionale e punta a costruire, nel tempo, un sistema stabile attorno alla microelettronica. Per Pavia si apre così una prospettiva di sviluppo che potrebbe collegare innovazione tecnologica, crescita economica e recupero delle aree dismesse, con l’ambizione di fare della città un polo di riferimento per un settore sempre più strategico.