
di Mario Modica
Ci sono interviste che si preparano con una scaletta. E ce ne sono altre che, in qualche modo, cominciano a essere scritte molti anni prima.
Questa, per me, è una di quelle.
Con Pierluigi Bonora abbiamo condiviso i banchi delle scuole elementari e delle medie. Poi la vita ci ha fatti ritrovare a Radio Pavia, dentro quella straordinaria avventura che avrebbe segnato entrambi. In mezzo ci sono stati anche alcuni esami universitari preparati insieme, le speranze, le scelte importanti e, soprattutto, un’amicizia vera, capace di attraversare oltre sessant’anni senza perdere nulla della propria forza.
Per questo non è semplice, per me, presentare Pierluigi. Perché prima ancora del giornalista che tutti conoscono e apprezzano, io vedo il compagno di scuola, il collega e l’amico di una vita. Ma proprio perché lo conosco da così tanto tempo posso dire, senza retorica, che Pierluigi è un giornalista vero: curioso, appassionato, generoso, rigoroso nel lavoro e sempre attento alle persone.
La sua storia professionale è profondamente legata a quella di Radio Pavia. Pierluigi è stato uno degli speaker della prima ora, quando fare radio significava soprattutto affidarsi alla voce, alla personalità e alla capacità di creare un rapporto autentico con chi ascoltava. È stato poi tra i primi giornalisti dell’emittente, protagonista di quella redazione che non si limitava a leggere le notizie dei giornali, ma usciva per le strade, cercava le fonti, raggiungeva i luoghi degli avvenimenti e raccontava Pavia mentre i fatti stavano accadendo.
Radio Pavia è stata per lui una scuola straordinaria. Qui ha imparato a occuparsi di cronaca, politica, sport e vita cittadina; ha realizzato servizi e interviste, seguito consigli comunali, emergenze e grandi avvenimenti, arrivando persino a raccontare in diretta alcune delle pagine più drammatiche della storia recente della città.
Con il tempo Pierluigi è diventato direttore responsabile di Radio Pavia e del settimanale “Il Lunedì”. Non ha soltanto guidato una redazione: ha saputo trasmettere ai giornalisti più giovani il mestiere, l’esperienza e un principio che ancora oggi lo rappresenta perfettamente: per essere bravi professionisti bisogna prima di tutto essere persone perbene, lavorare con umiltà e non sentirsi mai superiori agli altri.
Da Radio Pavia il suo viaggio è proseguito nel mondo dei quotidiani e dell’informazione nazionale, fino a riportarlo ancora una volta al suo primo amore: la radio. Ma le radici di quella lunga e importante carriera sono rimaste qui, in quelle stanze di via Parodi nelle quali, con pochi mezzi e un entusiasmo immenso, si imparava ogni giorno a fare giornalismo sul campo.
Oggi, ripercorrendo insieme a lui i cinquant’anni di Radio Pavia, non parleremo soltanto di un’emittente. Parleremo di una stagione irripetibile, della nostra città, di una grande scuola di giornalismo e di un modo serio, coraggioso e profondamente umano di raccontare la realtà.
Ma parleremo anche di amicizia. E questa volta, permettetemi di dirlo, per me l’emozione è davvero speciale.
Pierluigi, bentornato a Radio Pavia.
