
La crisi del riso italiano approda al Parlamento europeo. Una delegazione di Confagricoltura ha portato a Bruxelles le preoccupazioni di un comparto che, soprattutto in provincia di Pavia, sta affrontando una delle stagioni più difficili degli ultimi anni. Al centro dell’attenzione ci sono gli effetti dei cambiamenti climatici, la ridotta disponibilità d’acqua, il crollo dei prezzi e la crescente concorrenza delle importazioni provenienti dal Sud-Est asiatico.
Durante l’incontro “Il riso italiano e la sfida europea: qualità oltre le tendenze”, è stato ribadito il ruolo strategico della risicoltura per l’agricoltura nazionale e la necessità di tutelare una filiera che rappresenta un’eccellenza del Made in Italy.
A lanciare l’allarme è stata anche la presidente di Confagricoltura Pavia, Marta Sempio, che ha sottolineato come il riso italiano debba essere difeso attraverso politiche europee capaci di valorizzarne qualità e competitività.
Tra le principali criticità segnalate c’è il forte aumento delle importazioni, che ha contribuito a far crollare fino al 40% il prezzo del risone. A questo si aggiungono i costi sempre più elevati di energia e fertilizzanti, che riducono i margini economici delle aziende agricole.
Sul fronte climatico, le prospettive non sono più rassicuranti. Le previsioni indicano infatti il rischio di nuove ondate di caldo e periodi di siccità legati all’evoluzione del fenomeno del Niño, con possibili ripercussioni sulla disponibilità idrica necessaria alle risaie.
Di fronte a questo scenario alcuni produttori stanno valutando di sostituire parte delle coltivazioni di riso con altre colture meno costose e meno esposte ai rischi climatici.
Confagricoltura chiede quindi interventi concreti da parte delle istituzioni europee, puntando su regole commerciali più eque e sul principio di reciprocità negli scambi internazionali. L’obiettivo è garantire condizioni di concorrenza equilibrate e salvaguardare un settore che, oltre a rappresentare un pilastro dell’economia agricola pavese, costituisce un patrimonio produttivo, ambientale e culturale di valore nazionale.