
Il Policlinico San Matteo di Pavia compie un importante passo avanti nella lotta contro il diabete di tipo 1, estendendo anche ai pazienti adulti il trattamento innovativo con Teplizumab, fino a oggi utilizzato prevalentemente in ambito pediatrico. Il risultato rappresenta una novità di rilievo per la sanità lombarda, poiché la struttura pavese è il primo ospedale della regione ad aver realizzato un percorso assistenziale completo dedicato sia ai bambini sia agli adulti nelle fasi più precoci della malattia. Il caso riguarda una donna di 36 anni che, lo scorso gennaio, si è sottoposta ad alcuni accertamenti dopo il riscontro occasionale di una lieve alterazione della glicemia. Gli specialisti del San Matteo, valutando i fattori di rischio presenti, hanno deciso di approfondire la situazione con esami specifici che hanno consentito di individuare un diabete di tipo 1 allo stadio 2. In questa fase la malattia è già attiva dal punto di vista immunologico, ma non ha ancora provocato sintomi evidenti e non richiede l’impiego dell’insulina. La diagnosi così precoce ha permesso ai medici di proporre il trattamento con Teplizumab, una terapia immunomodulante capace di rallentare il processo con cui il sistema immunitario attacca le cellule del pancreas responsabili della produzione di insulina. La paziente ha accettato il percorso terapeutico e la prima infusione è stata eseguita con successo. Il trattamento è stato ben tollerato e ha provocato soltanto lievi effetti collaterali transitori, consentendo le dimissioni in ottime condizioni cliniche. La donna è ora seguita attraverso un programma di controlli specialistici che monitorerà nel tempo l’evoluzione della malattia. Il Teplizumab rappresenta oggi una delle più importanti innovazioni nella cura del diabete di tipo 1, poiché non si limita a controllarne le conseguenze, ma interviene direttamente sul meccanismo che provoca la distruzione delle cellule pancreatiche. L’obiettivo è ritardare anche di mesi o anni la comparsa della malattia clinicamente manifesta e la necessità della terapia insulinica quotidiana, migliorando la qualità della vita dei pazienti e riducendo il rischio di complicanze future. Secondo la dottoressa Elisabetta Lovati, responsabile dell’Ambulatorio di Endocrinologia e Diabetologia dedicato al diabete di tipo 1 e alle tecnologie avanzate, questo risultato rappresenta soltanto una tappa di un progetto ancora più ampio. L’intenzione della Fondazione è infatti costruire un percorso integrato che comprenda lo screening delle persone a rischio, la diagnosi precoce, l’accesso tempestivo alle terapie innovative e un monitoraggio costante nel tempo. Grazie a questo importante traguardo, il Policlinico San Matteo consolida il proprio ruolo di centro di eccellenza nella cura del diabete e si candida a diventare un punto di riferimento per tutta la Lombardia nello sviluppo di nuovi modelli di prevenzione e trattamento della malattia.