Curiosità

Varzi celebra le storiche “microcar” Lawil

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Per un fine settimana Varzi è tornata a essere la capitale delle microcar italiane ospitando la sesta edizione del Raduno Internazionale Lawil. Decine di vetture provenienti da tutta Europa hanno raggiunto il borgo oltrepadano per rendere omaggio alla celebre “Varzina”, la piccola automobile nata proprio qui nel 1971 e divenuta negli anni il simbolo dell’ingegno e dell’industria locale.
L’evento, organizzato dal Registro Storico Lawil, è stato dedicato alla memoria di Leonardo Boveri, cofondatore del Registro scomparso un anno fa, e di Giuliana Lavezzari, figure che hanno contribuito a mantenere viva la storia del marchio. Con il motto “Piccoli per sempre”, le storiche vetture hanno animato Piazza della Fiera e le vie del centro, attirando curiosi, collezionisti e tanti cittadini che hanno rivissuto i ricordi di quando le Lawil uscivano dagli stabilimenti di Varzi.
Tra i modelli più ammirati anche alcune rarissime “Ferrarine”, autentici pezzi da collezione che hanno suscitato grande interesse tra gli appassionati. Il corteo ha poi raggiunto gli ex stabilimenti Lawil, trasformando il paese in un museo a cielo aperto dedicato alla storia dell’automobile.
Tra gli ospiti della manifestazione erano presenti Marco Ceserani Lavezzari, nipote del senatore Carlo Lavezzari, e William Jonathan, vicepresidente del Registro Storico Lawil e noto car influencer, che ha ricordato come queste vetture rappresentino un patrimonio unico dell’automobilismo italiano.
La protagonista assoluta è rimasta la Varzina, la prima microcar prodotta a Varzi, successivamente evoluta con motori più potenti e dimensioni maggiori, ma sempre fedele alla filosofia di una vettura compatta, pratica e innovativa.
A oltre cinquant’anni dalla sua nascita, la passione per le Lawil continua a unire migliaia di collezionisti. Grazie al lavoro del Registro Storico Lawil e del Lawil Club Italia, la storia di queste piccole automobili continua a essere tramandata, valorizzando un patrimonio che appartiene non solo al mondo dei motori, ma anche all’identità dell’Oltrepò Pavese e alla sua capacità di trasformare creatività e innovazione in un simbolo ancora oggi capace di emozionare.

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