
Varzi rende omaggio a Carlo Chiappano, il campione del ciclismo che ha portato il nome della cittadina pavese sulle strade delle più importanti competizioni internazionali. All’arrivo della Greenway, nella casetta ex Iat, è stata allestita una mostra commemorativa che resterà aperta al pubblico fino a domenica, offrendo ai visitatori l’occasione di ripercorrere le tappe più significative della carriera del corridore varzese. L’iniziativa è stata organizzata dal gruppo GC Varzi Veloplus, guidato dal presidente Santino Russo, con l’obiettivo di mantenere viva la memoria di uno sportivo ancora oggi ricordato con affetto e orgoglio dalla comunità. In esposizione ci sono tutte le maglie indossate da Chiappano nel corso della sua carriera, insieme a fotografie, testimonianze e racconti delle sue imprese sulle strade del ciclismo. Una storia sportiva iniziata nel 1962, quando il corridore passò professionista con la Legnano, mettendosi presto in evidenza nelle competizioni nazionali. Nel 1963 arrivò secondo alla Milano-Torino, alle spalle di Franco Cribiori, e quarto alla Coppa Sabatini, vinta da Dino Bruni. L’anno successivo conquistò il terzo posto nella seconda frazione del Giro d’Italia, con arrivo a Brescia, dietro a Michele Dancelli e Nevio Vitali. Il 1965 gli regalò un’altra soddisfazione importante: il settimo posto nella tappa dell’Aquila al Giro d’Italia e la conquista, per un giorno, della maglia rosa, poi ceduta a Luciano Galbo. Passato alla Sanson, nel 1966 Chiappano fu protagonista al Giro di Svizzera, vincendo la seconda tappa con arrivo a Villars-sur-Ollon grazie a una fuga che gli consentì di tagliare il traguardo con quasi due minuti di vantaggio su Ruedi Zollinger. Al termine della corsa si classificò secondo nella generale, a soli dodici secondi da Ambrogio Portalupi, firmando uno dei risultati più prestigiosi della sua carriera. Il 1969 fu un anno particolarmente brillante: Chiappano concluse la Tirreno-Adriatico al primo posto, conquistando la maglia di leader a San Benedetto del Tronto e difendendola fino al traguardo finale, con 31 secondi di vantaggio sul belga Albert Van Vlierberghe. Nello stesso anno ottenne anche una vittoria di tappa al Giro d’Italia, nella frazione con arrivo a Campitello Matese, precedendo Ugo Colombo e Silvano Schiavon. Dopo l’esperienza alla Molteni, con cui contribuì alla vittoria di Michele Dancelli alla Milano-Sanremo, corse nel 1971 e nel 1972 con la SCIC, concludendo successivamente la carriera agonistica per dedicarsi al ruolo di direttore sportivo. In questa nuova veste contribuì alla crescita di diversi talenti, tra cui Beppe Saronni, destinato a diventare uno dei grandi protagonisti del ciclismo italiano. Il destino, però, gli impedì di assistere ai successi del suo pupillo: il 7 luglio 1982 Chiappano perse la vita in un incidente stradale, pochi mesi prima che Saronni conquistasse il titolo mondiale a Goodwood. La mostra di Varzi restituisce oggi il valore di una carriera importante e di un legame mai spezzato con il territorio. «Una mostra che celebra un grande campione, che i varzesi ricordano ancora oggi con profondo affetto e orgoglio», ha dichiarato il sindaco Giovanni Palli, ringraziando Santino Russo e Mauro Isola per l’impegno e la passione con cui hanno realizzato l’iniziativa. Un’occasione per riscoprire le imprese di Carlo Chiappano e tramandare alle nuove generazioni una pagina significativa della storia sportiva locale.