Curiosità

Vendemmia in Oltrepò Pavese, il clima cambia le carte in tavola

2 min di lettura

La vendemmia 2026 in Oltrepò Pavese si presenta ricca di incognite e sarà il clima a decidere tempi e risultati della raccolta. Dopo un’annata segnata dalle piogge abbondanti e dalla peronospora, quest’anno i viticoltori devono fare i conti con una situazione completamente diversa: caldo intenso, siccità prolungata e temperature elevate stanno rallentando la maturazione delle uve e rendono difficile fare previsioni precise.
Al momento l’inizio della raccolta è previsto nei primi dieci giorni di agosto. Fino a poche settimane fa si pensava a una vendemmia molto anticipata, addirittura alla fine di luglio, ma il caldo persistente ha modificato il normale sviluppo delle viti. A preoccupare è anche il rischio di improvvisi eventi estremi, come grandinate e temporali violenti, che potrebbero compromettere il lavoro di un’intera stagione.
Secondo Andrea Picchioni, viticoltore e socio di Confagricoltura Pavia, la situazione resta in continua evoluzione. Dopo una fase iniziale di crescita veloce, la mancanza d’acqua ha rallentato la maturazione delle uve e, paradossalmente, alcuni vigneti situati in alta collina risultano oggi più avanti rispetto a quelli di pianura. Le aspettative per la qualità sono buone, ma sarà necessario attendere ancora qualche settimana.
Anche Coldiretti Pavia invita alla prudenza. Le temperature superiori ai 35 gradi provocano stress idrico alle piante, aumentano il rischio di scottature dei grappoli e, con notti troppo calde, possono influire negativamente sulla qualità finale dell’uva. A queste difficoltà si aggiungono le preoccupazioni economiche del comparto vitivinicolo, che deve affrontare consumi in calo e un mercato ancora debole.
Per Andrea Emilio Antonioli, presidente di Cia Agricoltori Italiani Pavia, serve un confronto tra istituzioni e operatori del settore per sostenere le aziende agricole e accompagnare il rilancio di Terre d’Oltrepò, realtà considerata fondamentale per tutto il territorio.
Anche la produzione rischia di diminuire. La siccità, pur limitando la diffusione di malattie come la peronospora e garantendo uve sane, impedisce ai grappoli di raggiungere il loro pieno sviluppo. Il direttore del Consorzio, Riccardo Binda, prevede una raccolta leggermente inferiore alla media, mentre Fabiano Giorgi stima un calo tra il 20 e il 30 per cento. Nonostante questo, la qualità delle uve, in particolare del Pinot Nero, viene giudicata eccellente. Sarà quindi una vendemmia meno abbondante del previsto, ma con la speranza di ottenere vini di grande pregio grazie alla qualità delle uve raccolte.

Condividi: Facebook WhatsApp X / Twitter