Cronaca

“Via Francigena”, disavventura per due pellegrini a Pavia: l’invito di Confcommercio a tornare in città

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Sono arrivati a Pavia alle 15, dopo aver percorso chilometri a piedi lungo la Via Francigena, ma hanno trovato chiuso da mezz’ora l’info point di piazza della Vittoria. Una brutta sorpresa per Adalberto e Linda, due pellegrini di Varese che, giunti in città durante il loro cammino verso Roma, hanno dovuto rinunciare al timbro della tappa sulla credenziale e al testimonium, il documento rilasciato a chi ha percorso almeno cento chilometri a piedi lungo la storica via di pellegrinaggio.
Un inconveniente che ha lasciato l’amaro in bocca ai due viaggiatori, per i quali ogni tappa rappresenta un traguardo importante e ogni timbro custodisce il ricordo del cammino compiuto. Proprio per questo, la mancata possibilità di completare le formalità a Pavia si è trasformata in una delusione, arrivata al termine di una giornata trascorsa sulla strada.
La vicenda non è passata inosservata a Giovanni Merlino, presidente di Confcommercio e Federalberghi Pavia, che ha voluto esprimere il proprio dispiacere per quanto accaduto e rivolgere ai due pellegrini un invito speciale. «Mi è dispiaciuto leggere della disavventura dei due pellegrini che, arrivati a Pavia dopo tanti chilometri di cammino, non sono riusciti a ottenere il timbro sulla loro credenziale», ha dichiarato Merlino, proponendo loro di tornare in città per essere accolti come ospiti.
«Vorrei rivolgere loro un invito, con grande piacere: se torneranno a Pavia, saranno nostri graditi ospiti», ha aggiunto il presidente di Confcommercio e Federalberghi.
Un gesto che vuole trasformare una disavventura in un’occasione per riscoprire il volto accogliente della città. Pavia, del resto, rappresenta una tappa significativa lungo la Via Francigena, itinerario storico che ogni anno accompagna numerosi pellegrini attraverso paesaggi, borghi e centri ricchi di storia, sulle orme di chi nei secoli ha percorso la strada verso Roma.
Per Adalberto e Linda, dunque, resta l’invito a tornare, con la speranza che una futura visita possa lasciare un ricordo più positivo della loro prima esperienza in città. Perché il viaggio di un pellegrino non è fatto soltanto di chilometri e traguardi raggiunti, ma anche degli incontri, dell’ospitalità e dell’attenzione che rendono ogni tappa parte di una storia da ricordare.

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