
È bastata una cerimonia in ricordo di Giusy Achilli per riaccendere il confronto tra il Comune di Pavia e il Pavia 1911. L’ex presidente, scomparsa lo scorso 13 settembre a 72 anni, è stata ricordata domenica allo stadio Pietro Fortunati, dove la società aveva annunciato l’intenzione di dedicare alla sua memoria la tribuna d’onore. Un omaggio sentito alla prima donna presidente di una squadra di calcio professionistico in Italia alla fine degli anni Ottanta, ma che ha finito per sollevare una questione di natura amministrativa.
La società aveva annunciato sui propri canali social una domenica speciale, spiegando che il Fortunati avrebbe reso omaggio ad Achilli e che il direttore generale Antonio Dieni avrebbe dedicato alla sua memoria la tribuna d’onore. L’iniziativa, però, non era stata preventivamente autorizzata dal Comune, proprietario dello stadio e titolare della concessione affidata al Pavia 1911. A intervenire è stato il dirigente del settore Sport, Domenico Marrapodi, che venerdì 25 settembre ha inviato alla società una comunicazione tramite posta elettronica certificata per chiarire che un concessionario non può decidere autonomamente l’intitolazione di uno spazio pubblico.
Il Comune ha ricordato anche le procedure previste dalla normativa per questo tipo di provvedimenti. In particolare, la legge stabilisce precise condizioni per l’intitolazione di strade, edifici e spazi pubblici, prevedendo generalmente il decorso di almeno dieci anni dalla morte della persona e il coinvolgimento degli organi competenti, compresi la giunta comunale e la prefettura. Nel caso del Fortunati, inoltre, esiste già una precedente intitolazione: la tribuna d’onore è stata dedicata nel settembre 2009 alla memoria del giornalista sportivo Gianni Brera.
Nonostante i chiarimenti arrivati da Palazzo Mezzabarba, la cerimonia si è comunque svolta domenica 27 settembre, alle 14.30, prima della partita di Serie D tra Pavia 1911 e Arconatese, terminata sull’1-1. La famiglia Achilli era presente e alla figlia Francesca è stato consegnato un mazzo di fiori in ricordo della madre. Anche l’amministrazione comunale ha partecipato alla commemorazione, con la presenza della vicesindaca Alice Moggi e dell’assessore Alessandro Caliandro.
Da parte sua, l’assessora allo Sport Angela Gregorini ha chiarito che per il Comune non si è trattato di un’intitolazione ufficiale, proprio perché non erano stati seguiti i passaggi previsti dalla legge. Una posizione ribadita anche attraverso il riferimento a un episodio analogo: recentemente il Comune aveva negato alla società Frigirola il permesso di intitolare il proprio campo all’ex presidente Angelo Gandini.
Il Pavia 1911, però, ha fornito una lettura diversa della vicenda. Il direttore generale Antonio Dieni ha precisato che la tribuna non sarebbe stata ufficialmente intitolata a Giusy Achilli e che non sarebbe stata apposta alcuna targa con valore formale. L’idea della società, ha spiegato, resta comunque quella di rendere omaggio alla figura dell’ex presidente e, in prospettiva, di poterle dedicare uno spazio dello stadio.
Il nodo, dunque, sembra essere soprattutto nella distinzione tra una cerimonia commemorativa e una vera e propria intitolazione di un bene pubblico. Da una parte il Comune richiama le regole e le competenze amministrative, dall’altra il Pavia 1911 sottolinea il carattere simbolico dell’iniziativa. Al centro rimane il ricordo di Giusy Achilli, figura importante nella storia del calcio pavese e nazionale, la cui memoria è stata celebrata allo stadio Fortunati in una giornata che, oltre all’omaggio sportivo, ha finito per mettere in evidenza le diverse posizioni tra società e amministrazione comunale.