
Pavia, dopo gli scontri in piazza della Vittoria i comitati contro la malamovida contestano l’efficacia dell’ordinanza comunale e chiedono maggiori controlli e sanzioni. In Lomellina, nuovi sviluppi nell’inchiesta sulla morte di Giovanni Ferri, l’anziano trovato senza vita a Garlasco nel 2010: il fascicolo è stato riaperto con l’ipotesi di omicidio volontario e il legale della famiglia è stato convocato in Procura. Sono queste le principali novità emerse nella mattinata, dopo l’edizione di Pavia Prima Pagina.
Pavia, scontri in piazza della Vittoria: i comitati chiedono sanzioni e controlli più efficaci
La sicurezza nel centro storico di Pavia torna al centro del confronto cittadino.
Dopo la violenta rissa avvenuta nella notte tra mercoledì 28 e giovedì 29 ottobre in piazza della Vittoria, i comitati contro la malamovida intervengono per contestare l’efficacia delle misure adottate dall’amministrazione comunale.
La presa di posizione, resa pubblica questa mattina, riguarda in particolare l’ordinanza firmata dal sindaco Michele Lissia per contrastare i comportamenti che compromettono la tranquillità e la sicurezza nelle zone maggiormente frequentate durante le ore serali e notturne.
Secondo i rappresentanti dei comitati, il provvedimento non starebbe producendo i risultati attesi.
A preoccupare sono soprattutto il ripetersi degli episodi di violenza e la sensazione che le misure finora introdotte non siano sufficienti a modificare la situazione.
Il problema degli interventi durante le risse
L’episodio che ha riacceso il dibattito ha coinvolto due gruppi di giovani, di età compresa indicativamente tra i venti e i trent’anni.
Durante lo scontro sono stati utilizzati anche sedie e tavolini dei locali della piazza.
La rissa si è verificata poco dopo l’una di notte, sotto gli occhi di dipendenti, gestori e addetti alla sicurezza.
Proprio il ruolo degli steward rappresenta uno degli aspetti della discussione. Gli addetti possono segnalare le situazioni di pericolo alle forze dell’ordine, ma non hanno il compito di intervenire fisicamente per separare le persone coinvolte.
I comitati chiedono quindi che l’attività di prevenzione sia accompagnata da controlli effettivi e dall’applicazione delle sanzioni previste.
Ordinanza in vigore fino al 15 novembre
Il provvedimento comunale ha carattere temporaneo e resterà in vigore fino alla mezzanotte del 15 novembre.
Questa scadenza rende particolarmente importante una valutazione dei risultati ottenuti.
Per i residenti delle aree interessate dalla vita notturna, il problema non riguarda soltanto gli episodi più gravi, ma anche la possibilità di conciliare le attività dei locali con il diritto al riposo e alla sicurezza.
La posizione espressa dai comitati riapre dunque il confronto sulle misure necessarie per garantire una frequentazione ordinata del centro storico.
Al momento non risultano nuove modifiche ufficiali all’ordinanza né ulteriori provvedimenti annunciati dal Comune in risposta alle richieste dei comitati.
Garlasco, riaperta l’inchiesta sulla morte di Giovanni Ferri: il legale della famiglia convocato in Procura
Un caso giudiziario rimasto irrisolto per sedici anni torna all’attenzione della cronaca in Lomellina.
Si tratta della morte di Giovanni Ferri, il pensionato di 88 anni trovato senza vita nel 2010 in un’intercapedine di via Mulino, a Garlasco.
La vicenda, inizialmente archiviata come suicidio, è ora oggetto di un fascicolo riaperto con l’ipotesi di omicidio volontario.
Un nuovo elemento è emerso questa mattina: l’avvocato Fabrizio Gallo, che assiste la vedova dell’anziano, ha riferito di essere stato convocato in Procura a Pavia dal magistrato incaricato dell’inchiesta.
La convocazione rappresenta un ulteriore passaggio nell’attività di approfondimento delle circostanze della morte.
La famiglia contesta l’ipotesi del suicidio
La posizione dei familiari è da tempo differente rispetto alla ricostruzione che aveva portato all’archiviazione del caso.
Secondo il legale, gli elementi raccolti dalla famiglia sarebbero compatibili con un omicidio.
Si tratta, naturalmente, di una valutazione della parte interessata, che dovrà essere esaminata e verificata nell’ambito degli accertamenti giudiziari.
L’avvocato ha inoltre spiegato che i consulenti della famiglia stanno lavorando a una ricostruzione tridimensionale degli avvenimenti di via Mulino.
L’obiettivo è approfondire le condizioni nelle quali venne trovato il corpo dell’anziano e verificare la compatibilità delle diverse ipotesi sulla dinamica della morte.
Un caso che torna davanti agli investigatori
La riapertura del fascicolo non significa che sia già stata accertata l’esistenza di un omicidio.
L’ipotesi investigativa dovrà essere sostenuta da elementi concreti e sottoposta alle verifiche dell’autorità giudiziaria.
Restano da chiarire anche gli eventuali nuovi riscontri che hanno consentito di tornare su una vicenda risalente al 2010.
Il coinvolgimento dei consulenti e la convocazione del legale indicano comunque che il caso è nuovamente oggetto di approfondimento.
A sedici anni dalla morte di Giovanni Ferri, la famiglia continua dunque a chiedere che venga ricostruito con precisione quanto accaduto.
Il quadro di mezzogiorno
La seconda edizione informativa di venerdì 30 ottobre porta due aggiornamenti distinti.
Nel capoluogo, la presa di posizione dei comitati contro la malamovida riapre il confronto sulla sicurezza in piazza della Vittoria e sull’efficacia delle misure comunali.
In Lomellina, la convocazione del legale della famiglia Ferri segna un nuovo passaggio nell’inchiesta sulla morte dell’anziano di Garlasco.
Per l’Oltrepò Pavese non sono emersi, entro l’orario di questa edizione, ulteriori sviluppi verificati che giustifichino la ripetizione delle notizie già affrontate questa mattina.
Radio Pavia continuerà a seguire gli aggiornamenti della cronaca cittadina e provinciale. Il prossimo appuntamento con l’informazione sarà alle 18.45 con Pavia Sera.
